La storia che oggi vogliamo narrare parla di boschi, castelli e di mare.

Ogni qualvolta ci capita di terminare uno spettacolo, che siano adulti o bambini, ci chiedono mille e mille cose sulla storia che abbiamo narrato; avvolte, molto più spesso di quanto si crederebbe, capita che qualcuno torni a vedere lo spettacolo, una, due, tre volte e spesso quello che ci sentiamo dire è

Ma è strano, lo spettacolo è lo stesso, ma questa volta è stato diverso

Questo, negli anni, ci siamo accorti, è la bellezza del teatro, è vivo… è fatto da capo… ogni volta e ogni persona che lo guarda lo cambia, una risata, un applauso, un soffio di vento e tutto è diverso. I teatri sono meravigliosi, hanno tutti un sipario, un palco, una platea e permettono di raccontare le stesse storie in tutto il mondo. In realtà, tutto il mondo è diverso, è proprio per questa ragione, qualche anno fa, abbiamo cominciato a portare il teatro fuori dal teatro!

Non solo le storie, la musica, le maschere e l’allegria, tra i boschi, nelle piazze, negli antichi castelli, nei paesi più remoti, esplodevano con mille colori. Ogni spettatore o semplice passante, colto dal nostro lavoro, si sentiva più vivo! Ma non solo per merito nostro, ogni foglia verde del bosco, ogni pietra antica, la risacca del mare, la luce del tramonto, la neve fredda per la strada, una semplice aria tiepida d’estate, restavano indissolubilmente legate alle parole dei nostri racconti.

Ecco il teatro ambiente. Attori e spettatori sotto lo stesso cielo stellato di primavera, risate dai balconi più alti, un cinghiale che si muove furtivo lì dove si nasconde un folletto, un grande attore che gioca a pallone con i ragazzi del quartiere, prima di andare in scena. E’ meraviglioso raccontare le nostre storie tra le pozze d’acqua fresca di San Liberatore a Maiella, nei vicoli antichi di Crecchio o di Ortona, sotto il sole cocente nel castello di Roccascalegna, tra gli alti alberi di Piana delle mele a Guardiagrele, sotto il tetto squarciato di Collemaggio all’Aquila, sotto la finestra della signora di Elice, tra i Talami di Orsogna, sulle pietre arrotondate di Fossacesia, alla festa della Madonna di Civitella Casanova, con la pioggia incessante al parco di Pescara o in compagnia delle pecore a Corvara, con le dita congelate per le vie di Biella, cantando a Firenze sotto una stella, facendo una magia e una facezia per le vie di Venezia, e a Napoli nelle terme abbandonate, e a Potenza nelle vie intricate.

Questi, sono solo pochi di tutti quei luoghi che abbiamo vissuto e raccontato, continuando a portare con noi le nostre radici; questa è la forza di un teatro fatto dalle persone per le persone, per farle sorridere e appassionare, per raccontare ambienti unici, con storie uniche, valorizzando ogni borgo, bosco, chiesa o piazza, attraverso un grande bagaglio di storie di prosa, di teatro medievale, di teatro per ragazzi, vissuto però fuori dal teatro, per esaltare, salvaguardare, riscoprire , che ci piace chiamare “teatro ambiente”.

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